Wikipedia.
Sono molte le opinioni discordanti. Personalmente è un progetto che trovo fantastico, superiore anche alle enciclopedie ufficiali alle quali lavorano poche persone, pagate da chi sa chi e soprattutto, immagino, non proprio motivatissime. Wikipedia è da prendere con le molle, ma a quanto pare ha una affidabilità paragonabile a quella delle enciclopedie storiche.
Comunque sia, qui riporto un paio di articoli interessanti al riguardo, etrambi non troppo positivi.
Ognuno ha la propria idea, evidentemente. :)
Sto leggendo il libro di Travaglio "La scmparsa dei fatti".
Ho trovato questo scampolo che vorrei sotoporre alla vostra attenzione, soprattutto per chi ritiene che le televisioni non siano state sotto il controllo di Berlusconi et company.
Chi scrive è Roberto Natale, segretario dell'Usigrai, il sindacato dei giornalisti.
Mette in evidenza un fatto piuttosto importante.
Provate a leggere e, se vi va, dite la vostra.
RAI: NATALE (USIGRAI), NESSUNO HA VOLUTO DARE UNA NOTIZIA SU PREVITI
Il Presidente del Consiglio attacca da giorni Tg3 e RaiTre, parla di giornalisti del servizio pubblico faziosi e lamenta le bugie dell’informazione. Una campagna priva di fondamento, ma non di conseguenze: perché queste pressioni intimidatorie rendono ancora più difficile il normale esercizio del diritto di cronaca. Lo dimostra anche un episodio accaduto ieri. Le informazioni sul processo romano a Cesare Previti, che oggi i lettori del “Corriere della Sera” hanno trovato a pagina 18, erano in possesso, nelle stesse modalità, del titolare milanese della cronaca giudiziaria della Rai, Carlo Casoli. La notizia è rimasta però nella sua penna: nessuna delle 4 testate nazionali (i 3 Tg e il Giornale Radio) ha voluto ieri mandare in onda il servizio o dare la semplice informazione. E poiché le vicende serie hanno talvolta un aspetto comico, Casoli si è anche sentito fare, da una delle 4 testate, una proposta singolare: “mandaci pure il servizio, ma per cortesia non fare nomi”. Evidentemente la preoccupazione di offrire un nuovo fianco a critiche già roventi è più forte dei doveri di correttezza dell’informazione. Questa la situazione della Rai di oggi, che il Presidente del Consiglio ama invece immaginare impegnata nella militanza antiberlusconiana.
Ogni volta che mi devo sorbire questi siparietti e questo tipo di invasione della scena mediatica mi tornano in mente un sacco di cose tutte insieme. Cose, parole e definizioni come: re d'Italia, il padrone, servi del padrone, attenzione morbosa per l'inutile, distrazione e menefreghismo per quel che dovrebbe essere importante, privacy, machissenefrega.
Prima riflessione, all'ombra dei matrix condotti da Mentana in cui un estasiato estasiante Emilio Fede, manco l'avesse scritta a lui, si scioglie in un brodo di giuggiole descrivendo l'amore e il cuore messo nella lettera , dei titoloni sul Corriere della Sera e delle prime pagine de La Repubblica che ha lanciato lo scoop, è stata: ma che cavolo stanno facendo? Per quattro copie in più danno risalto a colui che ha messo per 5 anni, e continuerà a farlo in futuro, la mordacchia all'informazione? Ma cosa ci passa per a testa? L'impressione è che, parlando di schiene dritte e di schiene curve, si sia dimenticato che la presenza della spina dorsale non è scontata, tutt'altro.
La seconda riflessione si riaggancia direttamente al gusto per l'intimo altrui dell'Italia dei reality. Io, se devo essere sincero, giro sempre, appena smetto di usarla, la webcam, per paura che un canale qualsiasi possa riprendere i fatti miei e dargli in pasto a chi sa quanta gente. un fondo di ironia comeunque c'è.
Nessuno sa quante prescrizioni ha avuto il signor Berlusconi, ma son sicuro che tutti sapranno per filo e per segno di questa faccenda. Ch'è una faccenda privata. Che a questo punto l'ex premier dovrebbe chiedere a me scusa per aver invaso la mia vita con i suoi problemi, non alla moglia che evidentemente non si ricorda quanti anni hanno e nemmeno vorrà le scuse sincere del marito: se le voleva lo aspettava con un mattarello a casa e gliele suonava.